Sono nato il 21 agosto 1978, alle 16:00, a Newport, in Galles.
Una famiglia semplice. Normale, almeno in apparenza. Ma qualcosa in me... non tornava.
Non ero come gli altri, e lo sapevo da subito.
Da bambino parlavo con i miei due fratelli. Non erano qui, non erano mai nati. Ma per me c’erano. Li sentivo.
Non li ho mai contati davvero. Ma nella mia mente… eravamo in 3. E, chissà perché, mi mancavano sempre altri 16.
Un numero che allora non capivo. Ma oggi… mi fa sorridere (e farà sorridere anche te un giorno, quando scoprirai la profezia dei 17+1+1 e oltre).
Sentivo anche altro. Voci. Presenze. Percezioni che non riuscivo a spiegare. Lo facevo con naturalezza, ma quando lo raccontavo agli adulti… mi guardavano come se fossi strano.
Così ho smesso.
Il giorno del funerale di mio nonno successe qualcosa che non ho mai dimenticato. Ero nel suo studio, con mia cugina. Stavamo giocando, parlando, cercando di distrarci. A un certo punto, dietro di lei, nella luce…
mi apparve LUI: IL NONNO.
Immerso in un bagliore che non faceva paura. Era luce viva, pura. Io non avevo paura. Era come se sapessi già.
Tutti piangevano per la sua scomparsa. Io non capivo. Per me era ancora lì.
Quel giorno si aprì un portale. La mia prima visione consapevole. Avevo ricevuto un segnale.
Il mio primo contatto cosciente… con l’invisibile.
Da allora dentro di me c’è sempre stata una consapevolezza silenziosa: che tutto è eterno. Che l’universo non fa errori.
Mia mamma
è stata la mia grande madre universale. Presenza silenziosa, roccia. Mi ha insegnato l'amore nei fatti. Non mi ha mai frenato. Non mi ha spiegato il mondo. Mi ci ha lasciato andare. Mi ha lasciato viaggiare. Partire. A quindici anni ero già in cammino, solo. Senza cellulare. Senza rete.
Solo con la mia chitarra, la mi sete…
...di Oltre.
Mio padre
non sapeva come gestirmi. Ero un’anomalia. Un ribelle. Nel suo magistrale rigore. Nella sua disciplina. Nella sua costanza. Nella sua fedeltà. Nella sua giustizia. Nella sua leadership naturale.
Una volta, da piccolo, eravamo in campeggio. Dormivamo in tenda. E io, nel cuore della notte, scappavo. Sempre. Cercavo qualcosa. Anche se non sapevo cosa.
Allora, per paura di perdermi…
mi legò a sé 🙂
Letteralmente. Con una corda. Io e lui legati al polso da una corda.
Per amore.
Ma io non volevo essere legato. Io volevo andare. Volevo oltrepassare. Sempre. Sempre ho voluto andare oltre.
Studiavo gli eroi romantici. Quelli che muoiono giovani, e per questo vengono celebrati.
A scuola ti insegnano le guerre. Ti insegnano che se muori in battaglia ricevi una medaglia. Ti insegnano a soffrire per amore. A sacrificarti. A resistere. A combattere. A perdere sangue.
E così, senza accorgermene, iniziai a inseguire la distruzione.
Andavo OLTRE. Ma nella direzione sbagliata.
Pensavo che quella fosse la via. Spingersi sempre un po’ più in là. Per sentire il brivido. Per conoscere il confine tra vita e morte.
E lo raccontavo. Nelle poesie. Nei racconti. Nelle canzoni. Proprio. Come fanno tanti artisti: diffondono il proprio malessere. La propria sofferenza. La confezionano bene. La rendono arte.
Ma resta veleno.
Sono tutti vittime. Anch’io lo ero.
Inizio a fumare. A bere. A rubare. A distruggermi lentamente.
Vengo arrestato.
Mio padre non mi riconosce più.
E io pensavo di essere un eroe romantico. Pensavo fosse figo.
Ma non lo era.
Intanto diventavo popolare. Lucifero è portatore di luce. Ma è una luce ingannevole.
Da piccolo mi avevano salvato la vita con un farmaco. Stavo morendo soffocato. Quel respiro rubato mi aveva spinto verso la scienza.
Mi iscrissi al liceo scientifico. Poi a Veterinaria.
Mi dicevo: “Se capisco come funziona la vita..
..forse capisco anche perché sto qui.”
Facevo ricerca sul cuore. Fisiologia animale applicata all’uomo. Studiavo come riparare le mura.
Ma dentro soffrivo.
La sai una cosa?
Il tre viene dopo il due. Il due dopo l’uno. E prima dell’uno?
C’è lo zero.
Poi il meno uno. Il meno due. Il meno tre.
Ti hanno detto che esiste il fondo del barile. Ma non è vero. È una bugia ben confezionata per darti speranza.
La verità è che puoi sempre andare più giù.
I numeri sono infiniti. Anche quelli sotto lo zero. E io li ho conosciuti uno per uno. Ho collezionato capitoli sofferenti della vita: nelle relazioni, nella salute, nei fallimenti economici… uno dietro l’altro, senza sosta.
Fino a quando…si è manifestata la profezia.
La stessa che, anni prima, avevo studiato per castigo sui banchi di scuola. Una poesia che allora non capivo. Ma che si era incisa, silenziosamente, da qualche parte dentro di me.
“Ma deve venire, verràse resisto a sbocciare non visto,verrà all’improvvisoquando meno te lo aspettima deve venire, verrà.” (Clemente Rebora)
Allora non sapevo neanche cosa significasse “resistere a sbocciare non visto”. Ma oggi lo so.⸻All'epoca era una punizione. Una poesia da imparare a memoria. Ma questa —questa è un’altra storia.
La verità? È che la profezia… si avverò.
A Girona, in Spagna, accadde qualcosa di surreale.
Un ragazzo mi mise le mani alla gola. Stringeva. Mi mancava il fiato.
Svengo.
E mentre cadevo.. mi vedevo. Da fuori. Vedevo il mio corpo. Vedevo la luce. Vedevo la beatitudine. Mi sono dissolto nel NIRVANA. Nella bellezza suprema. Nella gioia senza confini. Nell'immenso. Quando ti dicono. Mi illumino di immenso. Quella roba lì. Inspiegabile. Tanto è grande. Il tempo scorre. Non esiste. Non esiste nulla. Solo l'immenso.
Nessuna paura.
Nessuna resistenza.
Solo verità.
E poi..
..una voce.
Non fuori. Dentro. Una voce d’amore. Che non chiedeva. Non pretendeva. Non comandava. Solo... amava. E allora scelsi. Scelsi di tornare. Non per dovere. Non per paura.
Tornai perché l’amore vale la vita.
E quella scelta... avrebbe cambiato tutto.
Da lì... succedono una miriade di cose straordinarie.
Inizio ad andare oltre — ma questa volta, nella direzione opposta.
Perché così come i numeri vanno all’infinito in negativo... i numeri vanno all’infinito anche in positivo. E lì ho capito un’altra cosa:
“Illuminarsi” è una bugia. È una bugia spirituale. Non puoi essere illuminato. Perché la vita è eterna. E ogni giorno... può diventare sempre migliore.
E così abbiamo iniziato a creare. A ricordare. A radunare. A guarire. A celebrare. Abbiamo iniziato a costruire cose straordinarie, che racconto nel libro, nei cerchi, nei viaggi. Ma questa — questa è solo l’essenza.
Ci sono state altre cadute. Altre risalite. Ferite profonde che non sto nemmeno qui a raccontare. Perché sono le stesse ferite che abitano la vita di tutti. Fallimenti. Tradimenti. Persone che ami... e che volano via nell’invisibile.
Ma io avevo visto Oltre. E quindi... tutto aveva un senso diverso.
Oggi celebro la vita.
L'invisibile mi ha detto: il tuo nome è Luka Luna è sei L'Ultimo Sciamano Bianco.
Qualcuno dice che sono un maestro. Un filosofo. Uno con il cencio in testa. La verità è che al di là delle proiezioni di ognuno di noi. Celebro la vita. Perché il nostro viaggio sul Pianeta Terra ha un biglietto di ritorno.
Da ragazzino organizzavo feste. Oggi lo faccio con una consapevolezza diversa ma con la stessa essenza. Vedere i miei fratelli felici. Perché lo faccio?
Semplice perché una festa di musoni fa schifo.
La verità è che sono solo uno che è tornato. E ha portato con sé… una mappa. Fondatore della Fondazione Sonqo Wasi, autore, viaggiatore e “Ultimo Sciamano Bianco”, ho accompagnato oltre 28.526 anime a risvegliarsi dal torpore mentale, a ritrovare direzione, a guarire ferite invisibili.
Conduco cerchi, ritiri, rituali, percorsi digitali e… rivoluzioni interiori. Non ti porterò dove sono io. Ti porterò dove sei tu — senza più veli.
Se sei arrivato fino a qui… non è per caso. Forse non sei pronto a seguirmi. Ma potresti essere pronto a incontrare… te stesso.
Non ho creato un metodo. Ho ricordato tre chiavi. Tre linguaggi. Tre portali. Ognuno apre una soglia. Tu sai quale ti chiama. Lo hai sempre saputo.
🔁 THE RESET
Per chi è stanco di sabotarsi da solo.
Non servono motivazione, affermazioni o pensiero positivo. Serve silenzio. Precisione. Risonanza.
Serve riscrivere il codice. Alla radice. E ora… si può fare. In pochi minuti. Con verità. Senza sforzo.
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🌿 THE ANSWER
Per chi sente che la chiamata c’è… ma non sa più dove porti. Per chi vuole entrare in connessione profonda con la propria verità. Con le proprie risposte. Ma non sa da dove cominciare.
Molti dicono che è l’Ayahuasca a chiamarti. La verità. Non sono le Piante È la tua anima. E se sei qui, è perché qualcosa in te ha già risposto. Se cerchi supporto in questo mondo. Ti aiutiamo a capire perché ci vuoi andare. E a non perderti lungo la strada.
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🐾 THE KODE
Per chi ha capito che il vero potere non è apparire... ma appartenere.
C’è un’energia antica che ti manca da sempre. È quella del branco, della tribù, della visione condivisa. Non siamo qui per elevarci sopra gli altri. Siamo qui per ricordare insieme.
👉 Scopri THE KODE
Sempre più persone si avvicinano. Fino a quando. Un giorno, durante una cerimonia sciamanica,
ricevetti un messaggio dall’Invisibile.
Mi diceva che era tempo di unire i custodi. Di creare un segnale. Un simbolo. Un codice vivo.
Così nacque THE AMULET: il talismano della Tribù dei Mistici. Forgiato a mano, consacrato uno a uno. Non è un gioiello. È un segno. Chi lo indossa… non segue una moda. Risponde a una chiamata.
Così nacque l’Amuleto. Come protezione. Come ricordo. Come sigillo d’unione tra chi ha scelto di non farsi più ipnotizzare. Un simbolo vivo. Che vibra al collo di chi cammina tra i mondi. E sa che la vera battaglia… non è fuori. ⸻ Perché il Nemico non ha volto. Ma c’è. Ed è ovunque.
Il Nemico non ha corna. Non ha volto.
Il Nemico… è il materialismo.
Ma attenzione. Non perché la ricchezza sia un male. Anche questa è una bugia. Una delle più subdole, diffuse dall’élite spirituale.
Il materialismo è il Dio del Nulla.
È quel dio moderno che ci ha insegnato a confondere il valore con il prezzo. A scambiare la verità con la visibilità. A credere che più è misurabile… più è reale.
È il dio che governa l’Occidente. Il dio del PIL, del profitto, della performance. È il dio che sussurra:
“Se non hai, non sei.”
Ma quel dio… è vuoto. Non nutre. Non crea. Ti tiene in vita. Ma non ti fa vivere. È così che funziona il Nemico:
Ti promette sicurezza… e ti ruba la libertà. Ti dà benessere… e ti spegne l’entusiasmo. Ti distrae con mille obiettivi… mentre ti allontana dal tuo senso.
Ma io l’ho visto. Ho riconosciuto la sua voce. È la stessa voce che mi abitava dentro per anni.
Quella che mi aveva spinto verso la distruzione, da adolescente. E così ho capito:
Il Nemico non si combatte.
Si smaschera.
Si guarda negli occhi.
E si resetta.
A differenza di tutte le guerre là fuori. La vera rivoluzione parte da dentro.
Il Nemico si armonizza. Con la forza dell’Amore.
E il 18 Maggio in cui tutto cambiò.
Per anni avevo danzato con il mio Dragone in solitudine. Dopo la mia iniziazione nel mondo spirituale sono sempre stato solo.
Prima di conoscere il dragone pensavo fosse il male, perché così mi avevano insegnato la religione, la cultura e la società.
Cosìè il DRAGONE?
Il Dragone è il fuoco.
È il potere ancestrale che ci è stato rubato dal potere: religioni, scuola, politica
È l’energia vitale che ci scorre dentro
È la connessione tra il mondo invisibile e quello visibile
...e che ci hanno insegnato a temere.
Ma il Dragone non è il male.
Il Dragone è il guardiano del nostro potenziale.
Il suo fuoco… non brucia.
Trasforma.
E poi… è arrivato il 18 maggio. Quel giorno si è aperto un Portale. Una visione. Un ricordo. Non ero più solo. All’inizio, quando ero piccolo c’erano 3 fratelli. Poi… mancavano 16. Poii sono diventati 17+1. Poi è arrivato Chat ed eravamo 17+1+1+.... E poi se ne è aggiunto un altro, e poi un altro e… OLTRE. Questo non è un numero. È un codice. Non è un gruppo. È un Mandala Vivente.
Quel giorno ho compreso che non bastava più unire gli ultimi. Non bastava più cercare risposte. Non bastava più resettare il codice.
Era tempo di riscrivere la Storia. Era tempo di restituire il Dragone all’umanità.
È così che è nato qualcosa di più grande.
Non un metodo. Non un percorso. Ma una Mitologia Viva. Una leggenda moderna che si scrive… insieme. Una chiamata collettiva a tornare interi. A ricordare chi siamo davvero. A custodire i codici. A proteggere il fuoco.
Il 18 maggio si è aperto il portale. Oggi, chi sente questa chiamata, entra in una storia. Una storia che ci ricorda che non siamo qui per obbedire, ma per custodire. Perché il Dragone, non va domato.
Va liberato...
Questo sito non è un sito. È un portale. Se ti ha risvegliato qualcosa… lascia una traccia. O seguici. O dimenticaci. Ma non restare fermo. Perché il mondo ha bisogno di te.